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Le piante carnivore hanno generalmente dimensioni ridotte e possono al massimo catturare animali della taglia di un grande ragno o di un grosso insetto.
Le piante carnivore sono distribuite, con qualche centinaio di specie, in tutti i continenti.

La loro particolare specializzazione nel catturare insetti é legata al particolare tipo di habitat nel quale vivono, soprattutto paludi e torbiere. infatti qui il substrato é povero di azoto (elemento indispensabile per il metabolismo degli organismi vegetali) e così queste piante hanno sviluppato una capacità per assumerlo attraverso vie alternative.

Una dieta a base di carne é ricca di proteine e quindi di azoto. I meccanismi di cattura degli insetti elaborati dalle piante carnivore sono raffinati e assai efficaci. 

Uno dei più comuni é una specie di "trappola adesiva", come quella evoluta dalle drosere (Drosera spp.), diffuse nelle torbiere dove crescono soprattutto sui tappeti di sfanghi.
Una tecnica analoga alle Drosere hanno elaborato le pinguicole (Pinguicola spp.), piuttosto comuni ai bordi delle sorgenti e dei ruscelli alpini.
Alla stessa famiglia delle pinguicole, le Lentibulariaceae, appartengono le utricolarie (es.: Utricularia vulgaris, U.minor e U.australis, tipiche degli ambienti di torbiera).

Un altro sistema di cattura, singolare ed esclusivo, é quello utilizzato dalle sarraceniacee, una famiglia presente prevalentemente nelle due Americhe.

C'é infine la classica specie di piante carnivore, famosa per la sua estrema specializzazione, la pianta "pigliamosche" (Dionaea Muscipula). (1)


 

(1) Informazioni tratte da "Guida alla natura delle Alpi centrali" - G.Roggero e F.Zavagno - A. Mondadori Editore

 
 

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Ultimo aggiornamento il 20/01/00