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Le Pinguicule sono piuttosto comuni ai
bordi delle sorgenti e dei ruscelli alpini.
Le foglie, disposte in rosette basali, sono interamente ricoperte di
ghiandole il cui secreto possiede caratteristiche simili a quello delle
drosere. Così, se un insetto vi rimane invischiato, i margini della
foglia si ripiegano verso l'interno imprigionando l'incauto ospite in una
trappola senza scampo.
La preda può quindi venir digerita con calma e lentamente, ad eccezione
dell'involucro esterno di chitina, rigido e difficilmente degradabile.
Perché il processo si completi occorrono
circa ventiquattr'ore, dopo di che la foglia riassume la posizione
iniziale, in attesa di un altro visitatore incauto. (1)
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