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La dinamite
di Plevin:
i gruppi
armati indipendentisti riprendono la loro azione
Bolzano, Gennaio 2000
Il furto
di esplosivo a Plevin
Sul finire dell’anno appena trascorso (1999)
abbiamo registrato alcuni episodi su cui forse è opportuno riflettere
e che, con tutta probabilità, hanno segnato una nuova fase
nelle strategie dei vari gruppi irredentisti armati sparsi nella vecchia
Europa.
Il primo episodio risale al 28 settembre
’99 quando, a Plevin, un commando armato composto da militanti dell'ARB
(Armée Révolutionnaire Bretonne erede
diretto del Fronte di Liberazione della
Bretagna sciolto d'autorità nel'74)
e dell'ETA (Euskadi ta Askatasuna = Patria
basca e Libertà), ha trafugato un ingente quantitativo
di esplosivo (8.350 chili) e di miccia (diversi chilometri) da un carico
trasportato in Bretagna. Come è noto in questa regione nella
parte nord occidentale della Francia operano ormai da molti anni i movimenti
indipendentisti attivi nel perseguire le istanze autonomistiche del popolo
bretone e nella difesa della cultura bretone dagli attacchi dal centralismo
del regime francese. Accanto ai gruppi politici è tutt’ora attivo
il movimento armato
A.R.B che
con varie azioni ha tentato una più concreta resistenza (peraltro
senza trovare lo stesso riscontro presso l’opinione pubblica nazionale
ed internazionale di altri gruppi analoghi) alla colonizzazione francese.
Il collegamento tra questo episodio e
la ripresa delle azioni in Euskadi (Paesi Baschi), subito ipotizzata
dagli osservatori, è apparsa evidente poche settimane fa quando
ben due attentati di proporzioni notevoli sono stati sventati in extremis
dalle forze spagnole a Madrid mentre a Bilbao, una pattuglia della Guardia
Civil ha intercettato un commando in procinto di compiere un,azione. Sarebbe
stata l’azione più spettacolare e sanguinosa nella storia dell’E.T.A.:
ovviamente l’esplosivo utilizzato era quello trafugato in Bretagna.*
I gruppi
armati indipendentisti riprendono la propria azione
Contemporaneamente lo stallo delle trattative
in Ulster per la formazione del nuovo governo ha rinnovato l’agitazione
soprattutto delle frange terroristiche dissidenti (I.N.L.A.,
Continuity I.R.A., gruppi paramilitari protestanti);
se inoltre consideriamo che anche in una regione storicamente irrequieta
come la
Corsica i numerosi gruppi armati hanno recentemente rialzato
la testa possiamo comprendere quanto si sia ancora ben lontani dall’avere
ottenuto significativi risultati nel dialogo con i gruppi che rappresentano
le istanze delle popolazioni oppresse dal centralismo colonialista dei
vecchi stati nazionali europei.
Queste evoluzioni vanno però inquadrate
nelle situazioni sociali dei paesi in cui si sviluppano tenendo conto soprattutto
delle reazioni dell’opinione pubblica e delle autorità nazionali.
In primo luogo dobbiamo constatare che
l’appoggio popolare di cui questi gruppi godevano è venuta quasi
totalmente a mancare (escludendo forse in parte il caso corso) in quanto
la strategia terroristica non ha portato purtroppo a concrete conquiste
politiche ed ha spesso mietuto vittime anche tra la popolazione civile;
ne abbiamo avuto tangibili dimostrazioni prima con il referendum sul cessate
il fuoco in Irlanda e, più recentemente, con le imponenti manifestazioni
in Spagna, ed in particolar modo in Euskadi, contro la ripresa delle azioni
terroristiche da parte dell’E.T.A.; addirittura, dopo l'omicidio del 4
giugno, il P.N.V., il partito nazionalistico basco, ha minacciato di rompere
tutti gli accordi con E.H. (Euskadi Herritarrok
ex Herry Batasuna braccio politico dell’E.T.A.) prendendo
le distanze dalla strategia della tensione.
In secondo luogo bisogna constatare che
l’acuirsi di un problema terroristico indipendentista offre ai governi
coloniali centralisti un comodo paravento per interrompere o comunque ostacolare
i naturali processi indipendentisti come nel caso della nascente Conferenza
dei Comuni baschi (che riunisce tutte le municipalità
basche in territorio spagnolo e francese) creata durante il Patto
di Lizarra dalla collaborazione di tutti i gruppi indipendentisti
baschi o in quello del neonato governo autonomo in Ulster.
Il nuovo
ruolo dei gruppi armati indipendentisti
Quali sono dunque i reali margini d’azione
per gli storici gruppi armati indipendentisti nello scenario attuale? Appare
evidente che il raggiungimento degli obiettivi che da sempre muovono alla
lotta tutti i gruppi armati non sono concretamente ottenibili con un atteggiamento
aggressivo o comunque di forte contrapposizione nei confronti dei governi
e delle etnie colonialiste. Appare invece più fruttuosa una svolta
politica tesa ad ottenere quante più concessioni possibili dai governi
centrali soprattutto in campo economico (autonomia fiscale, trattenimento
delle imposte sul territorio) e culturale (tutela e promozione delle identità
linguistiche,della cultura e delle tradizioni condizioni primarie per la
sopravvivenza delle etnie minoritarie) in modo da consolidare nel prossimo
decennio la coscienza delle proprie identità e specificità.
Ciò permetterebbe alle popolazioni in lotta per la propria autodeterminazione
, in concomitanza con la crisi dei grandi stati nazionali e della loro
prossima, auspicabile scomparsa causata dal nuovo potere sovranazionale
della Comunità Europea, di presentarsi in salute per riprendersi
al momento opportuno ed in maniera pacifica, l’unica peraltro attualmente
percorribile, ciò che è stato loro sottratto nel corso dei
secoli dall’ingordigia nazionalistica di molti stati europee.
Bisogna comunque riconoscere il ruolo
svolto dai gruppi armati che, pur non ottenendo, come detto, apprezzabili
risultati politici, hanno comunque contribuito a creare i presupposti storici
che hanno permesso a molti popoli minoritari di riprendere coscienza della
propria condizione e di rendere note a livello internazionale le proprie
rivendicazioni.
Il compito dei gruppi armati appare oggi
perciò profondamente mutato. Persa ormai la funzione di eserciti
di liberazione si devono porre come garanti presenti ed attenti dei processi
di indipendenza e ricordare costantemente ai coloni aggressori che, pur
auspicando un futuro sereno, i popoli oppressi non saranno mai domi ma
sempre pronti in ogni momento all’estremo sacrificio per ottenere ciò
che loro spetta di diritto:
la libertà
della propria patria.

Una manifestazione
di piazza a favore dell'ETA e due militanti del gruppo secessionista basco.
*Bolzano
27/4/2000
Una nuova
ondata di attentati
Della dinamite trafugata a Plevin solo
tre tonnellate e mezzo rimangono in mano ai gruppi terroristici, probabilmente
ETA ed ARB; il resto del carico è stato recuperato dalla polizia
francese. Significativamente, appena ottenuto l'esplosivo, il
28 ottobre l'ETA rompe la tregua che durava dal settembre
'98.
Nel caso dell'ETA la ripresa delle azione
violente, è coincisa con la sostituzione del gruppo dirigente guidato
da Mikel Albizu, detto Antza
l'uomo alla base della tregua incontratosi a Zurigo con gli uomini di Aznar,
con quello capeggiato da Soledad Iperraguirre,
prima donna ad entrare nella cupola dell'ETA e divenuta terrorista per
vendicare il fidanzato ucciso dalla polizia negli anni '80.
Dopo i due attentati sventati in gennaio
in Spagna all'inizio dell'anno, i terroristi sono riusciti a colpire in
più di un'occasione. Qui di seguito riporto la cronaca unicamente
(ce ne sono stati molti altri) degli attentati compiuti da ETA ed ARB presumibilmente
utilizzando il materiale trafugato a Plevin.
-
21 gennaio 2000
(1
morto e 10 feriti): due autobomba esplodono nella zona sud
di Madrid uccidendo un colonnello e ferendo una decina di persone. E' la
prima azione mortale dopo 19 mesi, da quando cioè l'ETA
aveva dichiarato una tregua; gli indipendentisti giustificano la ripresa
delle azioni con la totale inadempienza del governo spagnolo al tavolo
della trattativa per l'autonomia del paese basco.
-
22 febbraio 2000
(2
morti): a Vitoria, capoluogo dei Paesi Baschi, è
esplosa un'autobomba a duecento metri dalla sede del governo regionale
basco uccidendo il deputato socialista Fernando Buesa, 54 anni, insieme
alla sua guardia del corpo di 27 anni. Tutti i partiti, compresi l'Eaj-Pnb
ed Ab (Abertazaleen
Batasuna, movimento separatista basco francese) e con l'eccezione
di Herry Batasuna, hanno condannato
l'attacco; a seguito dell'attentato sono state indette numerose manifestazioni
in tutta la Spagna.
-
6 marzo 2000 (7
feriti): a sei giorni dal voto per le politiche in Spagna
l'ETA compie un attentato tramite lo scoppio di un'autobomba a San Sebastian
provocando sette feriti tra cui due membri della Guardia Civil. L'auto
è stata fatta esplodere tramite un comando a distanza proprio mentre
passava la pattuglia della Guardia.
-
14 aprile 2000
(danni
materiali): un attentato a Pornic, che non ha provocato
vittime, è stato rivendicato dall'ARB Armée
Révolutionnaire Bretonne.
-
19 aprile 2000
(1
morto e 7 feriti): lo scoppio di ordigno, fabbricato con
l'esplosivo trafugato a Plevin nel settembre del'99, in un ristorante McDonald's
di Quevert (Bretagna) uccide una giovane ventisettenne; la polizia francese
ha subito puntato l'indice contro l'A.R.B Armée
Révolutionnaire Bretonne. Il
gruppo indipendentista Emgann,
considerato il braccio politico dell'ARB, prende le distanze dall'accaduto.
Il 9
maggio 2000 quattro indipendentisti bretoni
vengono arrestati per gli attentati ai ristoranti McDanald's. Tra di essi
vi è anche il portavoce del gruppo Ermgann, Gael
Roblin, ed una collaboratrice del mensile bretone Breman,
Solenn
Georgeault.
-
12 luglio 2000(9
feriti): l'ETA fa esplodere un'autobomba
nel pieno centro commerciale della Madrid. In questo caso, come già
accaduto nel 1995, gli attentatori avevano avvisato la polizia dell'imminente
esplosione della bomba che però è scoppiata dieci minuti
prima dell'ora indicata proprio per colpire a tradimento gli artificieri
giunti sul posto. Anche in questo caso si pensa che l'esplosivo utilizzato
sia quello di Plevin. Tutti i partiti hanno condannato l'attentato tranne
Herry Batasuna che ha solo "lamentato il fatto".
-
16 luglio 2000(1
ferito): un'autobomba scoppia ad Agreda,
piccolo municipio della provincia castigliana di Soria, accanto alla caserma
della Guardia Civil. Una strage è stata evitata perchè poco
prima dello scoppio unapattuglia aveva compiuto un giro di ricognizione
fermandosi poi all'ingresso della caserma obbligando i terroristi a piazzare
l'esplosivo in un punto meno favorevole.
-
19 luglio 2000
:
sempre a Malaga sfiorata la strage per un guasto al dispositivo elettrico
dell'ordigno posto sotto la macchina del vicesegretario dei socialisti
andalusi Josè Arsenjo. Dell'attentato è stato accusato il
famigerato "commando Andalusia"con tutta probabilità recentemente
ricostituito.
-
20 luglio 2000:
un'autobomba piazzata a Malaga viene disinnescata dalla polizia dopo la
segnalazione ricevuta tramite una telefonata anonima.
La mattina del 21
luglio la polizia spagnola, facendo irruzione
in un appartamento di Vitoria nei Paesi Baschi, ha sequestrato armi da
fuoco, munizioni, 80 chili di esplosivo, comandi a distanza e nove cariche
di dinamite da 1 chilo e mezzo pronte per preparare altrettante
autobombe. Inoltre, il 22 agosto, la polizia ha fatto sapere che probabilmente
l'ETA
nasconde ancora dalle 3,6 alle 3,8 tonnellate dell' esplosivo
trafugato a Plevin mentre, fino a quel momento, i terroristi ne avevano
utilizzati solo 330 chili.
-
24 luglio 2000
(4
feriti): a Gexto, nei Paesi
Baschi, esplode un'autobomba nei pressi della senatrice Pilar Aresti del
partito popolare. L'azione ha provocato quattro feriti.
-
30 ottobre 2000
(3 morti e 30 feriti):
un'autobomba è scoppiata alle ore 9:10 in un'affollata strada alla
periferia nord di Madrid. L'obiettivo dell'attentato era il giudice della
corte di cassazione Francesco Querol che è morto assieme alla sua
guardia del corpo ed al suo autista. La potenza dell'ordigno ha provocato
gravi danni per un largo raggio. L'esplosione ha ha provocato più
di trenta feriti, scaraventando un tassista a più di 50 metri e
danneggiando i primi sette piani di una palazzina
Il 28
novembre 2000 gli indipenentisti dell'Armata
Rivoluzionaria Bretone (Arb) hanno restituito 98,2 chili di dinamite e
440 detonatori rubati nel settembr del'99 per creare un clima migliore
in Bretagna e far cessare la repressione del movimento bretone. L'esplosivo
era stato finora utilizzato per compiere una quindicina di attentati che
comunque non hanno mai provocato nessuna vittima.
Il 12
gennaio 2001 la polizia spagnola ha inferto
un ulteriore duro colpo alle colonne armate sequestrando 40 chili di dinamite
(proveniento dal furto di Plevin, detonatori e materiale per la fabbricazione
di ordigni.
Riassumendo
-
I primi tre attentati
sono facilmente inquadrabili nelle nuove posizioni assunte dall'ETA e dallo
stato centrale spagnolo. Vengono tutti a ridosso delle elezioni politiche
ed hanno probabilmente il duplice scopo di mantenere alto l'interesse per
la questione basca e di ribadire che l'indipendenza del Paese Basco non
può prescindere dal benestare dei terroristi. Dobbiamo sempre tenere
presente che azioni politiche decisive quali quella attuata dal PNV nella
creazione Conferenza dei Comuni Baschi
avrebbe anche l'indesiderato effetto (solo per l'ETA, ed il governo
di Madrid) di risolvere la situazione in maniera pacifica. Ciò
significherebbe l'inutilità della lotta armata e del terrorismo
e quindi la scomparsa di un movimento, che ricordiamo essere profondamente
marxista e quindi ideologizzato, che negli ultimi anni ha già perso
parte del proprio appoggio popolare e della propria forza militare. Le
stesse elezioni politiche svoltesi recentemente hanno dimostrato che l'elettorato
di H.B. (il 20% nei Paesi Baschi) è confluito totalmente nel moderato
PNV e, a conferma della bontà della linea politica moderata, non
ha abbracciato l'astensionismo quando H.B., per protesta, ha deciso di
non presentarsi.
-
Il caso bretone risulta
molto diverso da quello basco anche in funzione del fatto che l'ARB non
aveva mai messo a segno attentati mortali. In questo caso la volontarietà
del gruppo bretone di uccidere è difficilmente sostenibile anche
in funzione del fatto che non si vede quali vantaggi alla causa bretone
possa portare mietere una vittima. Altre due ipotesi sono state avanzate
dalla stampa d'oltralpe. La prima spiega la mortalità dell'attentato
come un errore degli artificieri dell'ARB notoriamente piuttosto imprecisi.
L'altra, sicuramente più inquietante, considera che l'esplosivo
trafugato a Plevin è stato in buona parte recuperato ed è
ora in mano alla polizia francese: considerando il comportamento passato
delle autorità francesi (pensiamo agli attentati montati ad arte
in Corsica) non è certamente da escludere che dietro l'attentato
ci sia un disegno delle autorità atto a screditare i movimenti indipendentisti
bretoni.
-
In Ulster lo stallo
delle trattative con l'IRA ha permesso al governo di Londra di riprendersi
i pieni poteri sciogliendo il neonato Parlamento nord irlandese. In questo
modo è stato ancora una volta bloccato il processo di indipendenza
che timidamente era stato intrapreso con grande soddisfazione della componente
lealista che ha colto un duplice successo: in primis ha bloccato la "devolution"
e contemporaneamente ha fatto apparire, agli occhi dell'opinione pubblica,
l'IRA e comunque la parte irlandese come gli unici responsabili dello stallo
nel processo di pace. Significativo è il fatto che, proprio recentemente,
il governo inglese ha dato assicurazioni ai partiti protestanti sul fatto
che non verranno più forzati a "dividere il potere con i rappresentanti
cattolici". In seguito però (maggio 2000) i nuovi colloqui
tenuti tra le varie parti, compresa l'IRA, sembrano aver prodotto un nuovo
accordo che prevede la ripresa dei poteri da parte del Parlamento Nord
irlandese e la consegna degli arsenali da parte dei Volontari Irlandesi.
In giugno l'IRA ha permesso un primo accesso agli osservatori nei propri
arsenali.
Per maggiori notizie sulla campagna
terroristica dell'ETA potete consultare la pagina:
La
nuova offensiva dell'ETA
Per chiunque
volesse contribuire con notizie, informazioni, commenti può scrivere
all'indirizzo di posta elettronica:
piccamiglio@tiscalinet.it
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