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Oceania



AUSTRALIA (aborigeni)

In questo nazione le popolazioni autoctone, genericamente denominate aborigene, costituiscono una minoranza che ancor oggi non riesce ad ottenere dal governo centrale un degno riconoscimento dei propri diritti naturali. Dalla fine del XVIII secolo, quando Re Giorgio impiantò una colonia penale, il conflitto tra i popoli autoctoni ed i colonizzatori crebbe a tutto discapito degli aborigeni che vennero in larga parte sterminati. Già all'inizio del XX secolo essi vivevano rinchiusi in riserve all'interno delle quali nascono fenomeni quali alcoolismo, delinquenza, crisi d'identità culturale comuni ad altre realtà e che si protrarranno fino ai nostri giorni. Agli aborigeni non venne comunque concesso nessun riconoscimento ne tanto meno vennero stipulati trattati anche perché il concetto di Terra Nullis (prima dell'arrivo dei britannici il paese non era di nessuno) permetteva al governo australiano di disporre a proprio piacimento del territorio. Dopo aver subito anche i danni provocati dalla colonizzazione mineraria negli anni cinquanta, gli aborigeni cominciarono ad organizzarsi e, nel 1959, nacque il Consiglio Federale per la Difesa Degli Aborigeni che, grazie anche all'appoggio della Chiesa e dei sindacati, riuscirono a sensibilizzare l'opinione pubblica. Nel 1967 un referendum concede ai cittadini autoctoni la cittadinanza australiana. Nel '72 la conquista del governo dei laburisti apre nuove prospettive che si concretizzano nell'istituzione del Dipartimento degli Affari Aborigeni e nell'Atto dei Diritti Territoriali Aborigeni applicato però solo nel Territorio del Nord. Le prerogative delle compagnie minerarie non vengono però minimamente intaccate. Nei primi anni ottanta dalla fusione di diverse organizzazioni nasce il Servizio Legale Aborigeno (NAAILS) che, sotto la guida di Paul Coe, aderisce al Consiglio Mondiale dei Popoli. Nel 1990 viene creato il Comitato per gli Aborigeni allo scopo di riorganizzare i Land Councils ma gli indigeni non colsero alcun sostanziale mutamento della propria condizione. Il 3 giugno 1992 è una data storica per gli aborigeni in quanto una sentenza dell'Alta Corte Federale nega il principio della Terra Nullis anche se gli effetti concreti della sentenza non sono quelli sperati. Nel maggio '97 viene pubblicato il rapporto della Commissione Federale sulla questione della Stolen Generation ovvero sulla sottrazione, avvenuta tra gli anni '10 e '70, di migliaia bambini indigeni, alle famiglie naturali per essere affidati a famiglie adottive o rinchiusi in orfanotrofi al fine di snaturalizzarli facendone diventare dei "bianchi" togliendo al contempo risorse demografiche al già esiguo gruppo aborigeno.

BOUGANVILLE (Papua Nuova Guinea)

I 160.000 abitanti dell'isola, posta in prossimità della Isole Salomone nel Pacifico Meridionale, continuano una lotta ormai decennale contro le devastanti attività delle multinazionali presdenti sull'isola e per l'indipendenza dal governo dalla Papua Nuova Gunea.
Dal 1975 l'isola è posta sotto l'amministrazione della Papua Nuova Guinea ma già sei anni prima la Cra, una società sussidiaria della multinazionale Rio Tinto Zinc, aveva aperto una miniera di rame a cielo aperto. Gli effetti della miniera, che aveva raggiunto ben presto i sette chilometri di diametro e i 500 metri di profondità, furono devastanti e comporatrono la devastazione della foresta e la perdita del territorio da parte degli indigeni.
Dopo anni di proteste pacifiche e di dura repressione da parte del governo, gli indigeni cominciarono a reagire rubando gli esplosivi della miniera ed utilizzandoli per compiere attentati. La risposta del governo fu l'invio immediato dell'esercito ad occupare l'isola. L'azione venne sostenuta anche dall'Australia, direttamente interessata all'affare della miniera, che fornì 32 milioni di dollari in aiuti militari e numerosi consiglieri militari impegnati direttamente nella repressione della rivolta. Inoltre la flotta e l'aviazione australiana hanno applicato un blocco totale dell'isola impedendo persino l'arrivo di medicinali. L'esercito della Papua Nuova Guinea continuava nella sua azione bruciando villaggi, deportando gli indigeni e rinchiudendo migliaia di persone nei campi di concentramento al fine di isolare la popolazione dal Bouganville Revolutinary Army (BRA) il gruppo armato che dal 1984 lotta per la libertà della propria patria.
La tenace resistenza indigena costrinse il governo ad assoldare una compagnia di mercenari, la Sandine International, con centinaia di uomini addestrati da ex ufficiali sudarfricani e specializzati in antiguerriglia. La spedizione fu però fortunatamente bloccata da gravi disordini scoppiati in quel periodo nella capitale Port Moresby che portarono alla caduta del governo.
L'estate del 1997 vide l'inizio di una trattativa tra governo e BRA in una fase favorevole alla resistenza ma purtroppo ancora oggi l'esercito è presente sull'isola anche se confinato all'interno delle caserme e l'attività estrattiva della miniera continua.

HAWAI'I

Quest'arcipelago, culturalmente e geograficamente appartenente all'Oceania, è stato annesso, contro la volontà della popolazione autoctona, agli USA.  Prima dell'arrivo degli europei (nel 1778 J. Cook raggiunse le isole) la società indigena si era sviluppata autonomamente; essa era suddivisa in tre classi ben distinte ed era in vita un governo monarchico. La popolazione era allora poco inferiore ad 1.000.000. L'impatto con l'invasore europeo si rivelò ben presto devastante e la diffusione di malattie infettive decimò la popolazione: nel 1890 gli indigeni sopravvissuti erano soltanto 40.000. L'azione dei missionari calvinisti fu egualmente distruttiva nei confronti del culto politeista locale. Quando anche Inghilterra e Russia dimostrano interesse per l'arcipelago e gli Stati Uniti, approfittarono per inviare una nave militare nelle acque dell'arcipelago. Da qui in poi, nonostante la resistenza degli hawaiiani, la pressione statunitense si fa sempre maggiore e l'arrivo di numerosi coloni mina irrimediabilmente la situazione della popolazione indigena. Nel 1898, dopo che nel '93 con un colpo di stato si era addirittura instaurato un governo provvisorio, le isole vengono ufficialmente annesse agli Stati Uniti. Successivamente, nel 1959 con la popolazione indigena ormai in netta minoranza, un referendum trasforma l'arcipelago nel 51° stato degli USA. Attualmente l'arcipelago conta 1.150.000 abitanti di cui il 20 % sono indigeni. La mancanza di trattati non concede agli hawaiiani nemmeno le pur limitate prerogative proprie delle altre nazioni indigene negli Stati Uniti. Nel 1987 le sorelle Mililanie Haunani-Kay Trask fondano la Ka Lahui Hawai'i (Assemblea hawaiiana) per poter dare voce alle rivendicazioni delle popolazioni autoctone. Nell'estate del 1997 il Presidente Clinton firma l'Apology Bill un importante documento in cui gli USA ammettono le proprie responsabilità nel colpo di stato del 1883 e constata che all'epoca le Hawai'i erano uno stato internazionalmente riconosciuto. Nonostante l'impegno dei gruppi indigeni, comunque, a tutt'oggi non si sono verificati miglioramenti nella condizione e nello status del popolo hawaiiano.

NUOVA CALEDONIA (Kanak)

In questo Territorio d'Oltre Mare (TOM) che ancora la Francia possiede la popolazione indigena, i Kanak, lotta da molti decenni per il riconoscimento dei propri diritti sulle proprie terre annesse dalla Francia ormai dal 1864. La colonizzazione francese ha, a più riprese, sottratto le terre alle popolazioni indigene che sono state confinate in riserve dove si sono presto diffuse malattie infettive contro le quali i Kanak non possedevano difese immunitarie. Contemporaneamente l'immigrazione incalzante concorre in maniera determinante nel processo di distruzione della cultura e della società Kanak. L'arcipelago viene inserito nella lista dei territori da decolonizzare ma la Francia, dichiarandolo TOM, riesce a mantenere il dominio su di esso. Nel '51 viene concesso il diritto di voto agli indigeni ed, in seguito, Maurice Lenormand, guida dell'Union Caledonienne, viene eletto all'Assemblea di Parigi. Nel '57 viene istituita un'Assemblea Territoriale con poteri legislativi ma, l'anno seguente i coloni organizzano una rivolta armata per impedire ogni concessione autonomistica. Il generale de Gaulle scioglie l'Assemblea e Lenormand viene incarcerato. Negli anni '80 la guida del movimento indipendentista viene affidata a Jean Marie Tjibaou e nel 1984 nasce il FLNKS (Fronte di Liberazione Nazionale Kanak e Socialista) nel quale confluiscono tutte le formazioni autonomiste che proclama nello stesso anno un Governo Provvisorio ed organizza una serie di proteste. Mitterand invia perciò un rappresentante del governo per risolvere la situazione ma la violenza dei coloni si scatena contro i Kanak tra cui diversi vengono uccisi. La vittoria elettorale dei gollisti impedisce inoltre l'attuazione del piano di autonomia previsto da Mitterand. Nel 1986 i Kanak ottengono però che la Nuova Caledonia venga reiscritta nell'elenco dei territori da decolonizzare. I disordini però non si interrompono ed il dialogo riparte solo quando Chirac torna alla presidenza; si arriva così all'Accordo di Matignon il 20 agosto del 1988 firmato da Tjibaou, il primo ministro Michel Rochard e Jacques Lafleur, guida del RPCR, il più importante partito indipendentista. L'accordo prevedeva, tra le altre cose, l'indizione di un referendum da tenersi nel '98 per decidere sull'indipendenza dell'arcipelago. Parte della popolazione Kanak non approva l'iniziativa in considerazione del fatto che, rappresentando gli indigeni solo il 45 % della popolazione, la conquista dell'indipendenza tramite la consultazione sarebbe stata alquanto difficoltosa. Il malcontento porterà addirittura all'assassinio di Tjibaou e di un suo collaboratore. Attualmente la situazione è ancora fossilizzata ed il FLNKS sembra meno compatto sull'obiettivo dell'indipendenza al quale però sembrano guardare con interesse gli immigrati delle isole Wallis e Futuma mentre la Chiesa Evangelica continua a fornire un importante appoggio alle popolazioni indigene.

NUOVA ZELANDA

Il popolo Maori, per primo, raggiunse l'isola, battezzata Aotearoa, nel VI secolo del primo millennio. Queste genti di ceppo polinesiano e provenienti da varie zone del Pacifico Meridionale, organizzarono una società la cui economia era basata su caccia, pesca, agricoltura e tessitura e socialmente era divisa in cinque caste: capi, sacerdoti, nobili, guerrieri e schiavi. Nel 1642 l'arcipelago venne raggiunto dall'esploratore Abel Tasman e da quel momento ebbe inizio il flusso di colonizzatori bianchi. Nel secolo successivo lo scontro con gli abitanti indigeni per il possesso delle terre divenne sempre più aspro. Nel 1840, però, venne stilato il trattato di Waitangi dove cinquanta capi tribali ed il Governatore della Nuova Zelanda si accordarono per trovare una soluzione alle tensioni tra i due gruppi. Il documento non venne però incorporato nella Costituzione e questo ne pregiudica l'efficacia.
L'incessante flusso di immigrati generò però uno scontro aperto e numerose sono le guerre tra le parti contendenti. Pur uscendo vittoriosi in più occasioni dagli scontri i Maori si vedono però decimati nel numero dalle malattie contro cui essi non possiedono difese immunitarie: il loro numero passò rapidamente da 256.000 (1871) a 45.000 (1874). Nello stesso periodo, comunque, quattro Maori vengono ammessi in parlamento.
L'inizio del XX secolo vide la nascita delle prime forme di organizzazione politica indigene quali il Partito dei Giovani Maori ed il Ratana, movimento di ispirazione cristiana. Dopo la seconda guerra mondiale due fenomeni contribuirono a modificare la situazione della popolazione indigena; in primo luogo l'inurbamento, iniziato negli anni trenta, sposta parte della popolazione dalle tradizionali zone rurali; in secondo luogo l'alto tasso demografico permette ai maori di crescere rapidamente in numero anche se il tasso di mortalità infantile risulta molto elevato. Nel 1975 il governo neozelandese istituisce il Tribunale di Waitangi che dovrebbe garantire l'applicazione delle norme contenute nell'omonimo documento mentre il 1990 vede la nascita del Congresso Nazionale Maori con il fine di coordinare e promuovere  le istanze delle varie tribù. Purtroppo il fatto che i Maori rivendichino l'intero territorio neozelandese e non solo una parte di esso, complica notevolmente l'attuazione del Trattato. Il censimento del 1991 conferma la crescita numerica Maori (431.000 il 15% della popolazione), e ciò ha permesso anche di esprimere un'adeguata rappresentanza politica (6 parlamentari nel '93, 15 nel '96) in tutti partiti e la nascita anche di una formazione specificatamente maori il Mana Motuhake. Dal punto di vista culturale sono diffuse le riviste Mana e Maori Law Review mentre la lingua maori viene insegnata in varie università.
Purtroppo il popolo Maori non è sfuggito a piaghe sociali (alcoolismo, perdita di identità culturale) comuni ad altri gruppi tribali costretti a vivere in una situazione estranea alla propria cultura tradizionale.

SALOMONE, isole

All'inizio di giugno sono un commando appartenente al gruppo Malaita Eagle Force (Mef o Forza delle Aquile di Malaità)ha preso in ostaggio il capo del governo Bartholomew Ulufa-alu ed ha occupato il centro storico della capitale Honiaria sull'isola di Guadalcanal. Il golpe si inquadra nel conflitto tra la popolazione indigena locale originaria di Guadalcanal e la popolazione immigrata dalla vicina isola di Malaità che dura ormai da due anni. I malaitiani si sono trasferiti in gran numero a Guagalcanal a causa della carenza di terre coltivabili e lavoro nella loro isola sottraendo via via terre e potere economico alla popolazione locale tanto da eleggere un capo del governo della loro etnia. Anche la polizia è quasi totalmente composta da malaitiani ed è ritenuta complice degli scontri degli ultimi tempi. Il premier è stato deposto a causa della sua politica moderata e del fatto di aver accolto la richiesta degli indigeni di ricevere l'indennizzo per le terre a loro sottratte. Gli indigeni sono difesi invece dall'Isiantabu Freedom Fighters (Iff o Movimento di Liberazione Isatabu) che ha terrorizzato la popolazione malaitiana costringendo migliaia di famiglie a fuggire. Il conflitto ha provocato sessanta morti e 20.000 rifugiati negli ultimi diciotto mesi.

Piccola bibliografia:

Per quanto riguarda l'Oceania il testo di riferimento è "Popoli Indigeni Popoli Minacciati" a cura dell'Associazione Popoli Minacciati, Edizioni Comune Aperto stampato nel febbraio del 1988.
Un altro utile testo, sopratutto per quanto riguarda i popoli tribali è "Popoli Tribali" di Adriano del Fabro Ed. Demetra s.r.l. nel dicembre 1999.
 
 

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piccamiglio@tiscalinet.it


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