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Africa



ALGERIA (Berberi): il popolo masiro, da noi meglio conosciuto come berbero, è la popolazione autoctona del Magreb dove ancora oggi risiede. Dal VII secolo in avanti, a causa dell'invasione araba, ha sempre dovuto subire vessazioni e discriminazioni da parte degli invasori che hanno cercato in ogni modo di imporre la propria cultura eliminando, anche fisicamente, l'ostacolo rappresentato dai masiri. Nelle aree abitate dalle popolazioni berbere è tutt'oggi attivo e vitale il movimento in difesa della specificità etnico-culturale della minoranza berbera. Nel 1990 è stato aperto il Dipartimento di Lingua e Cultura Masira a Tizi-Ouzou, e nel 1991 avvenne lo stesso all'università di Bedjaia. Attualmente sono attive alcune formazioni politiche tra le quali l' MCB-Commissions Nationales, l'MCB-Coordination National, l'MCB-Rassemblemente National e l'FFS-Fronte delle Forze Socialiste ideato proprio per dar voce alle istanze e alle rivendicazioni culturali masire ed affermatosi alle consultazioni come uno dei principali partiti politici.

ANGOLA: presenti movimenti indipendentisti nella regione denominata Cabinda*.

Per maggiori informazioni sulla causa berbera rimando al link I Masiri e la loro battaglia per la libertà

CEUTA e MELILLA: collocate sulla costa marocchina di fronte all’Andalusia sono i resti dell’impero coloniale spagnolo e, insieme agli isolotti di Penon de Vélez de la Gomera, Alhucemas ed all’arcipelago delle Chefarinas fanno parte amministrativamente dell’Andalusia. La popolazione è in buona parte di origine e lingua araba e religione musulmana e propenderebbe per l’annessione delle due città al Marocco. Sono comunque previste forme di autonomia amministrativa ed il distacco dall’Andalusia. Esistono anche formazioni autonomiste quali il Partido Socialista del Pueblo de Ceuta e la Union por Melilla.

EGITTO: dei circa 65.000.000 di cittadini egiziani il 5,9% è rappresentato da cristiani copti. Ultimamente, come del resto in numerose altre parti del mondo musulmano, le aggressioni alle comunità cristiane hanno subito una decisa accelerazione. All'inizio dell'anno (2000) 19 copti e due musulmani erano stati uccisi nella città di al-Kosheh mentre il 27 di luglio un cristiano è morto ed altri sono stati feriti durante gli scontri seguiti all'avvio della costruzione di una chiesa.

ERITREA Meridionale: in questa parte del paese sono presenti movimenti indipendentisti*.

ETIOPIA Meridionale: anche qui sono attivi forti gruppi secessionisti che godono di un forte radicamento all'interno le tribù locali*.

KIGU: nell'ex Congo Orientale la popolazione di etnia Tutsi si autogestisce in opposizione al governo di Kinshasa*.

NIGERIA: in Ogoniland prosegue la lotta del popolo Ogoni per l'indipendenza. La scoperta di grandi giacimenti di petrolio negli anni '50 costituisce l'aspetto fondamentale della tragedia degli Ogoni in quanto molti giacimenti sono situati sulle loro terre. Lo sfruttamento indiscriminato delle risorse petrolifere ha causato mutamenti ambientali profondi devastando il territorio ridotto ormai ad un immenso acquitrino di acqua e petrolio. Gli anni '80 vedono la crescita della protesta indigena concretizzatasi nel 1990 con la nascita del Movement for the Survival of the Ogoni People (MOSOP) fondato dallo scrittore Ken Saro-Wiwa. L'azione del movimento si concentra contro le multinazionali petrolifere, in particolare la Shell, responsabili dell'ecocidio compiuto sulla terra Ogoni. Inoltre le compagnie petrolifere richiesero l'intervento dell'esercito per piegare la resistenza ogoni: in questo modo prese il via la pulizia etnica organizzata dal governo centrale nigeriano.

SAHARA OCCIDENTALE: dopo il ritiro della Spagna quale colonizzatore, Marocco e Mauritania si contendono il possesso del territorio. Il principale movimento indipendentista è il Fronte Polisario. L’ O.N.U. ha indetto un referendum per l’indipendenza che deve ancora essere svolto ed ancora oggi i campi profughi allestiti molti anni addietro sono popolati da moltissimi sfollati (es.: il campo di Tindouf ).

Per maggiori informazioni sulla causa sahrawi rimando al link: Il Sahara Occidentale: dall'oppressione coloniale alla lotta verso l'indipendenza

SENEGAL: nella regione di Casamance sono attivi forti gruppi indipendentisti*.

SOMALIA: in Somaliland, regione nel nord del paese, esiste uno Stato a tutti gli effetti etnicamente compatto*.

SUD AFRICA: Inkatha Freedom Party, è il partito indipendentista Zulu che punta al distacco al Sud Africa. Il partito, guidato da Buthelezi, in passato ha lottato a fianco dell'African National Party contro i soprusi dall'apartheid ma ora persegue una politica moderata conservatrice. Il partito raccoglie tra il 5 ed il 10 % dei consensi su base nazionale, ma ha quasi la maggioranza nella provincia abitata dagli Zulu. In pratica milioni di Zulu si autogovernano riconoscendo l'autorità del loro sovrano*.

SUDAN: nella parte meridionale dell’ex colonia inglese è attivo l'Esercito di Liberazione Popolare del Sudan (Spla) guidato da John Garang che combatte per i diritti della minoranza cristiano-animista contro il regime militare-islamico del nord. La guerra continua da molti anni e, insieme alla carestia, ha già provocato circa due milioni  di vittime. Da segnalare che nel paese è ancora fiorente il mercato di schiavi praticato dalle popolazioni musulmane ai danni di quelle cristiane. Proprio recentemente la siccità che ha colpito tutto il Corno d'Africa e le aree limitrofe minaccia seriamente la vita di milioni di persone ed anche le popolazioni del Sudan Meridionale sono coinvolte in quest'ennesima tragedia.

Nota:

* tratto da un articolo de La Stampa di martedì 16 marzo 1999

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