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Avvenimenti e novità dal dibattito sul genocidio

 

30 aprile 2000
 La commemorazione del genocidio

Come ogni anno il 24 aprile è avvenuta l'annuale commemorazione del genocidio da parte della comunità armena sparsa in tutto il mondo. A Yerevan, in Armenia, centinaia di migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni ed alle cerimonie svoltesi. Nel resto del mondo tutte le altre comunità hanno egualmente ricordato il genocidio in sintonia con quanto auspicato dalla Chiesa Armena.
In Italia le cerimonie principali si sono svolte a Milano e Venezia ed a quest'ultima ho avuto l'onore di partecipare; è stata l'occasione per venire a contatto diretto con la realtà della diaspora armena i cui componenti rimangono, tra molte difficoltà, ancora legatissimi alla propria terra, alle proprie storia, lingua e tradizione. Ho potuto vedere ed ascoltare persone che, nonostante i grandi torti subiti, non ricercano vendetta o rivalsa ma solo il giusto riconoscimento per le immense sofferenze che il destino ha, da sempre, loro riservato.

Come ci si poteva aspettare i media italiani hanno dato minima rilevanza alla ricorrenza e quasi tutto è stato fatto passare sotto silenzio. Il Corriere della Sera ha dedicato all'argomento un trafiletto di dieci righe (compreso il titolo) mentre La Repubblica non ha sprecato neppure una goccia di inchiostro. Durante la cerimonia di Venezia la RAI regionale ha registrato un servizio presumibilmente (non ho potuto verificare essendo in viaggio) andato in onda la sera stessa. Inoltre, come mi è stato gentilmente fatto notare dalla comunità di Roma, anche Avvenire, La Stampa ed il Messaggero hanno dedicato qualche riga alle iniziative intraprese dalla comunità armena romana. Anche il TG Lazio, il Tg2 e SAT 2000 (quest'ultima ha dedicato due ampi programmi al tema sia il 24 aprile che il 15 maggio) hanno parlato della commemorazione.

10 maggio 2000
La Turchia insiste nelle sua politica negazionista

Il 3 maggio la Provincia di Roma ha organizzato un convegno che ha visto come relatore l'On. Giancarlo Pagliarini e la partecipazione del Professor Giuliano Vassalli. A seguito dell'iniziativa l'ambasciata turca ha diramato una nota in cui si legge testualmente che "gli armeni in Turchia non furono vittime di un genocidio: si trattò, in realtà di una tragedia umana condivisa da due popoli in circostanze di guerra". Ed ancora, all'interno dello stesso comunicato, si dice che si trattò di "una tragedia comune che causò sofferenze reciproche e migliaia di vittime da ambedue le parti". Secondo l'ambasciata turca il genocidio armeno non può essere definito tale in quanto mancherebbe l'elemento essenziale, ovvero "l'intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso". Non paghi delle proprie aberranti affermazioni i diplomatici turchi hanno anche colto l'occasione per insultare i relatori sostenendo che "è deplorevole che una personalità stimata come il professor Giuliano vassalli possa essere stata strumentalizzata dalla propaganda dell'attuale governo armeno".
La risposta dell'On. Pagliarini non si è fatta attendere ma, come solito, la stampa ed i media italiani non hanno concesso il minimo spazio alle gravissima e vergognosa vicenda ed alla nota diffusa dall'ambasciata turca. Una volta di più, è il caso di dirlo, l'Italia, il suo governo ed il suo popolo si mostrano intimoriti ed ossequiosi verso governi e popoli criminali al solo scopo di non compromettere i propri interessi commerciali e politici calpestando senza vergogna tutti i valori fondamentali della società civile. VERGOGNA!!!

20 luglio 2000

L'occidente non vuole aiutare l'Armenia: i programmi di sostegno economico Tacis

Proprio in questi giorni la Comunità Europea ha deciso di incrementare i programmi Tacis, nati per incrementare lo sviluppo democratico e produttivo della Russia e dei dodici stati dell'Asia Centrale, detti NIS, resisi indipendenti dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Anche l'Armenia, che ha sottoscritto gli accordi di cooperazione nel dicembre '99, fa parte di questi Stati. Tra gli altri stati, l'Armenia è, in assoluto, quella con il più alto indice di produttività agricola doppia rispetto alla Russia e tripla rispetto l'Azerbajan mentre, per contro è la regione dove gli investimenti in capitale da parte europea sono i più bassi ammontando a meno di un ventesimo di quelli in Azerbajan ed ad un quarantesimo di quelli in Turkmenistan. Appare chiaro quanto le potenze europee siano restie ad investire in Armenia per non irritare la Turchia, futuro membro della Comunità Europea, anche se la competitività degli armeni, tradizionalmente popolo di grandi lavoratori e coltivatori, è ben superiore a quella dei vicini musulmani e turcofoni. Anche in questo caso le nazioni europee dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto siano sottomessi al potere economico e politico statunitense.

18 ottobre 2000
La presidente della Commissione politiche europee nega il genocidio

La presidente della commissione politiche europee della camera Sandra Fei (Alleanza Nazionale) di ritorno da una visita in Turchia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "il genocidio degli armeni non è basato su prove scientifiche" mettendo in dubbio la veridicità dei fatti di inizio secolo. Inoltre la mozione presentata dall'On. Pagliarini è stata definita "sbagliata perché non si può riconoscere per legge il genocidio degli armeni senza prove scientifiche". Inoltre la Fei ha inoltre sottolineato che il riconoscimento dei crimini turchi e curdi "potrebbe provocare una crisi con la Turchia peggiore di quella determinata con il caso Ocalan. Per finire ha anche lanciato una proposta per l'istituzione di una "commissione internazionale di storici al fine di accertare la verità sulla sorte degli armeni durante l'Impero Ottomano". Anche in questo caso i politici italiani hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che preferiscono anteporre la logica della convenienza politica ed economica piuttosto che sposare battaglia sacrosante di giustizia e civiltà.

21 ottobre 2000
Anche gli Stati uniti ritirano la proposta per il riconoscimento del genocidio

Anche la camera dei rappresentanti statunitense ha ritirato il documento che prevedeva il riconoscimento del genocidio armeno a seguito delle fortissime pressioni esercitate dal governo turco a seguito della proposta per l'approvazione del documento. La Turchia minacciando rappresaglie su forniture di elicotteri di imprese texane ed ipotizzando addirittura l'interdizione ai mezzi NATO della base di aerea di Incirlik, è riuscita a bloccare il progetto sottolineando che "il grande stato turco è capace di superare ogni difficoltà quando usa il potere in modo giusto. Il ministro turco Sabahattin Camakoglu ha ringraziato plaudito agli statunitensi per aver sconfitto "la lobby armena". In conseguenza di questi sviluppi è stato sbloccato il progetto per la costruzione del gigantesco oleodotto Baku-Ceyhan che metterà in comunicazione i pozzi del Mar Caspio.

7 novembre 2000
Il Parlamento Europeo riconosce ufficialmente il Genocidio*

In una seduta del Parlamento europeo è stato ufficializzato un documento che riconosce ufficialmente i fatti del 1915. Il documento ha una grande valenza storico-politica sia perché rende giustizia al popolo armeno ma anche perché pone chiaramente alla Turchia la questione in funzione della sua candidatura per l'ingresso nella Comunità Europea.

*Grazie al contributo di Alexandra.

 8novembre 2000
Il Senato francese riconosce ufficialmente il Genocidio*

Anche il Senato Francese nella seduta del 8 novembre 2000 ha riconosciuto il Genocidio armeno con un unico articolo che recita "La Francia riconosce pubblicamente il genocidio armeno del 1915". Il Testo è stato approvata con 164 voti a favore e 40 contro.

*Grazie al contributo del signor Robert Attarian. 

9 novembre 2000:
Il Papa riconosce il genocidio

Il Patriarca degli armeni, Katholicos Karekin II, è stato ricevuto in Vaticano dal Papa Giovanni Paolo II ed insieme hanno pregato in una suggestiva cerimonia svoltasi nella basilica di San Pietro. Il Papa ha inoltra ricordato le persecuzioni subite dagli armeni a causa della propria fede cristiana mentre in un comunicato congiunto con il Katholicos armeno ha denunciato il genocidio compiuto dai Turchi  dichiarando che "il genocidio degli armeni, che ha dato inizio al secolo, è stato il prologo agli orrori che sarebbero seguiti".

 17 novembre 2000:
La camera dei deputati italiana ammette il genocidio

La camera dei deputati italiana ha finalmente discusso ed approvato, dopo anni di lunghe insistenze, un documento che chiede formalmente alla Turchia di riconoscere il genocidio degli armeni e di ristabilire relazioni diplomatiche e commerciali con la Repubblica armena abolendo l'embargo attuato contro di essa. La risoluzione è stata sottoscritta da parlamentari e capigruppi di tutte le arre politiche.Anche in questo caso il governo turco ha reagito in malo modo minacciando addirittura la possibilità di riconsiderare la sua richiesta di ingresso nell'unione europea definendo la mozione approvata "infelice" ed il comportamento del  Parlamento italiano "poco serio".

  Bibliografia:


Collegamento a: "Il genocidio degli armeni"

Collegamento a: "Documentazione fotografica del genocidio armeno"

Collegamento al documento: "La Turchia in Europa: un pericolo sottovalutato"
 
 

Per chiunque volesse contribuire con notizie, informazioni, commenti può scrivere all'indirizzo di posta elettronica:
piccamiglio@tiscalinet.it

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