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La nuova offensiva dell'ETA

Due militanti dell'ETA, il gruppo secessionista basco.

Le cronache quotidiane dei media da alcuni mesi, ma in particolar modo dalla fine di giugno, hanno dovuto registrare un'impennata senza precedenti delle azioni del gruppo terrorista indipendentista basco ETA (Euskadi ta Askatasuna = Patria basca e Libertà). Le cause che hanno portato all'attuale bagno di sangue sono molteplici e, previa la scontata condanna di metodi tanto barbari e sanguinosi, vanno analizzate per mettere in luce le reali responsabilità per l'attuale campagna terroristica.

Il patto di Lizarra e la tregua dell'ETA

Per comprendere come si sia potuti giungere a livelli di tensione tanto critici bisogna fare un passo indietro e tornare alla proclamazione unilaterale della tregua da parte dei combattenti baschi ed alla sottoscrizione del patto di Lizarra. In quei momenti sembrava veramente che la questione basca fosse ad un punto di svolta in quanto, per la prima volta, si era giunti alla sottoscrizione di un patto, quello di Lizarra, che univa tutte le municipalità basche (sia in territorio spagnolo che in territorio francese) governate da nazionalisti baschi in una "Conferenza dei Comuni Baschi" che aveva il compito di stendere e promuovere un chiaro progetto per arrivare, con metodi legali e pacifici, alla reale indipendenza di tutto il paese basco. Tutto ciò era stato reso possibile grazie anche alla proclamazione da parte dell'ETA di una tregua a tempo indefinito. Questa situazione rappresentava però un grave pericolo per il potere centralista spagnolo che, per la prima volta, era del tutto estromesso dalla gestione della questione basca. Infatti il governo spagnolo non si è mai realmente impegnato per l'attuazione del patto ed anzi lo ha ostacolato fin dall'inizio.

Le trattative di Zurigo

Nonostante tutto però nel maggio del 1999 vengono intavolate delle trattative tra ETA e governo spagnolo grazie anche alla preziosa intermediazione dell'attuale vescovo di San Sebastian,  monsignor Juan Maria Uriarte basco e all'epoca vescovo nella piccola diocesi di Zamora. In quel periodo il premier spagnolo Aznar riesce a creare una commissione autorizzata a negoziare con gli indipendentisti baschi e contemporaneamente monsignor Uriarte, informata fin dall'inizio la Conferenza Episcopale Spagnola, attiva ambienti che sono vicini allo Stato maggiore dell'ETA. Il 15 di maggio l'ETA annuncia di aver mandato al governo le sue richieste per iscritto e Aznar forma così una commissione di tre membri che, il 19 dello stesso mese, incontra i rappresentanti baschi Mikel Arbizu Iriarte (capo politico della formazione armata) e Belen Gonzalez Penalba (nome di battaglia Carmen); alla stessa riunione partecipa, come mediatore, il vescovo Uriarte. Le richieste dell'ETA era una "dichiarazione pubblica sulla Libertà di Autodeterminazione del Popolo Basco" mentre i delegati spagnoli erano autorizzati a concedere solo la liberazione delle centinaia di militanti baschi detenuti nelle carceri spagnole a patto di una deposizione delle armi da parte basca.

Il tradimento del governo spagnolo

Il 25 ottobre, però, Carmen viene arrestata dalla polizia francese a Pau, probabilmente mentre si reca ad un nuovo incontro in Svizzera. L'arresto sembra casuale ma è addirittura il segretario generale del Psoe, Joaquin Almunia, ad accusare dell'episodio il ministro degli interni spagnolo Jaime Mayor Oreja che, essendo notoriamente contrario alla trattativa, fa arrestare, contro il parere del governo, la rappresentante basca. Inoltre è sempre Oreja a rendere pubblica anzitempo la mediazione del vescovo Uriarte e lo svolgimento delle trattative cosa che, secondo i patti, sarebbe spettata all'ETA. Aznar cerca inutilmente di ricominciare i colloqui ma ormai i baschi sono convinti di essere stati traditi e provocatoriamente indicano in tre detenuti i nuovi delegati alla trattativa. In seguito Aznar tenterà un ultimo appello per la ripresa delle trattative ma inutilmente perché pochi giorni dopo verrà l'annuncio della ripresa della lotta armata. Le forze di polizia spagnole, intanto, avevano continuato la loro opera repressiva nei confronti dell'ETA scatenando le sue accuse per il mancato rispetto dei patti. In questo clima i terroristi hanno avuto gioco facile nel processo di ricostituzione e riarmo dei suoi commando in precedenza gravemente indeboliti da alcuni colpi assestatigli dalle forze dell'ordine. In seguito la rottura della tregua a causa dell'intransigenza del governo spagnolo nel non voler fare concessioni agli autonomisti ha trovato parziale giustificazione proprio nell'atteggiamento spagnolo.

Da questi fatti si evince chiaramente la ferrea volontà del governo spagnolo e dei terroristi dell'ETA di far naufragare il processo di pace ma sopratutto di impedire che il Patto di Lizarra potesse diventare realtà.Inoltre la sostituzione del gruppo dirigente dell'ETA guidato da Mikel Albizu, detto Antza (l'uomo alla base della tregua incontratosi a Zurigo con gli uomini di Aznar), con quello capeggiato da Soledad Iperraguirre(prima donna ad entrare nella cupola del gruppo e divenuta terrorista per vendicare il fidanzato ucciso dalla polizia negli anni '80), ha provocato una netta virata nella politica, sempre più violenta, dell'ETA.

La struttura dell'ETA

L'ETA nasce nel 1958 sotto la nota sigla che significa Euskadi Ta Azkatasuna (Patria basca e Libertà). Per quanto si può evincere dalla stampa i terroristi baschi sarebbero attualmente dotati della seguente struttura logistico-militare.

COMITATO ESECUTIVO: è la cupola dell'organizzazione attualmente in esilio in Bretagna (Francia) dove, con tutta probabilità, ha intrecciato rapporti con gli indipendentisti bretoni dell'ARB; in questo momento è composto da Soledad Iperraguirre (detta Anboto, la donna inafferrabile in lingua basca), Miguel Albizu Iriarte (detto Antza ed ex capo dell'organizzazione), Inaki Gracia (detto Inaki de Renteria) e Javier Garcia. Dal Comitato esecutivo dipendono tre apparati principali:
 

Apparato Politico

Apparato Logistico

Apparato Militare

economia e finanza

attività legali

falsificazione

carceri

attività illegali

materiali

politica internazionale

gruppo di riserva

acquisizione e fabbricazione armi

rapporti con l'estero

 frontiere

formazione e quadri

sicurezza

informazione

 

XAKI: l'apparato militare internazionale dell'ETA

HAIKA: è l'organizzazione giovanile propria dell'Eta ed è nata nei mesi scorsi dalla collaborazione tra il Jarrai (il movimento giovanile di Euskal Herritarrok nell'Euskadi "spagnolo") ed il Gazteriak (movimento giovanile dell'Euskadi "francese"). L'Haika si dedica per lo più ad azioni di violenza urbana (detta Kaleborroka), al sostegno materiale e logistico dei militanti dell'ETA di cui addestra i futuri membri.

COLONNE ARMATE: all'inizio dell'estate in Spagna erano almeno sei pienamente effettive e capaci di colpire ovunque nel Regno di Spagna. erano il Comando Andalusia, il Comando Vizcaya (duramente colpito dall'arresto di sette dei suoi membri), il Comando Araba (facente parte della Colonna Barcellona), il Commando Aragon, il Comando Madrid ed il Comando Donosti.
Attualmente (gennaio 2001) l'attività condotta dalle autorità spagnole e francesi ha notevolmente ridotto la capacità operativa dell'ETa e rimangono operativi solamente il Comando Donosti e la Colonna Volante.

COMMANDO VOLANTE: è un commando speciale itinerante che risiede nella Francia meridionale ed entra in Spagna solo per colpire. Esso riceve ordini direttamente dal Comitato Esecutivo e collabora strettamente con l'Haika

La nuova offensiva

Appena concluso il processo di riorganizzazione interno ed ottenuto l'esplosivo con il furto di Plevin (dove un commando congiunto di terroristi baschi e bretoni dell'ARB hanno trafugato un ingente carico di esplosivo e miccia), il 28 ottobre 1999 l'ETA rompe la tregua che durava dal settembre '98. Inizialmente due attentati vengono sventati nel gennaio 2000 in Spagna all'inizio con il sequestro da parte delle autorità di due camionette imbottite di esplosivo che sarebbero state le più potenti autobomba utilizzate nella storia dell'ETA. Attualmente i separatisti baschi dispongono di almeno cinque colonne armate, pienamente effettive e capaci di colpire ovunque nel Regno di Spagna.Qui di seguito sono segnalati i principali avvenimenti che hanno segnato la nuova offensiva basca: in elenco puntato vi sono gli attentati mentre in arancione le azioni delle forze dell'ordine, della magistratura ed alcuni commenti.

Una significativa immagine dell'attentato del 21/1/2000 a Madrid tratta da "La Padania" del 22/01/2000.

Questi primi tre attentati sono facilmente inquadrabili nelle nuove posizioni assunte      dall'ETA e dallo stato centrale spagnolo. Vengono tutti  a ridosso delle elezioni politiche ed hanno probabilmente il duplice scopo di mantenere alto l'interesse per la questione basca e di ribadire che l'indipendenza del Paese Basco non può prescindere dal benestare dei terroristi. Dobbiamo sempre tenere presente che azioni politiche decisive quali quella attuata dal PNV nella creazione Conferenza dei Comuni Baschi avrebbe anche l'indesiderato effetto (solo per l'ETA, ed il governo di Madrid) di risolvere la situazione in maniera pacifica. Ciò significherebbe l'inutilità della lotta armata e del terrorismo e quindi la scomparsa di un movimento, che ricordiamo essere profondamente marxista e quindi ideologizzato, che negli ultimi anni ha già perso parte del proprio appoggio popolare e della propria forza militare.

Il Paese Basco (Euskadi)

I risultati delle elezioni politiche hanno infatti dimostrato che l'elettorato di Herry Batasuna (il 20% nei Paesi Baschi) è confluito totalmente nel moderato PNV e, a conferma della bontà della linea politica moderata, non ha abbracciato l'astensionismo quando H.B., per protesta, ha deciso di non presentarsi.

Il giorno 27 aprile la polizia dei Paesi Baschi ha arrestato 13 simpatizzanti dell'ETA accusati di vari episodi di violenza con lancio di bottiglie incendiarie ed uso di esplosivo. Bisogna segnalare che, dall'inizio dell'anno e fino a questa data, sono stati più di 200 gli attentati terroristici compiuti dai fiancheggiatori dell'ETA ai danni di abitazioni, uffici e proprietà di individui nel mirino dell'ETA.

Dopo la prima decade di luglio incomincia una nuova e formidabile campagna di attentati da parte ETA. E' la più violenta dopo quella registrata all'inizio degli anni ottanta sulla Costa Brava. Molte le vittime ed feriti. I principali bersagli sembrano ora essere esponenti del Partito Popolare e di quello socialista. Gli attentati sono avvenuti in varie parti del regno spagnolo a testimonianza di una rinnovata capacità bellico-logistica dei terroristi baschi che sembra abbiano sfruttato la tregua per riorganizzarsi e riarmarsi.

La mattina del 21 luglio la polizia spagnola, facendo irruzione in un appartamento di Vitoria nei Paesi Baschi, ha sequestrato armi da fuoco, munizioni, 80 chili di esplosivo, comandi a distanza e nove cariche di dinamite da 1 chilo e mezzo pronte per preparare altrettante autobomba. Inoltre sono stati rinvenuti documenti su rappresentanti del Partito popolare e di quello socialista, gli obiettivi dei prossimi attentati. L'appartamento risulta affittato a tre giovani membri del Jarrai, il movimento giovanile di Herry Batasuna, a conferma dello stretto legame ancora esistente tra ETA ed il partito autonomista basco.

Il 28 luglio la polizia ferma due sospetti che sembra stessero cercando di preparare un attentato contro il sindaco di Saragozza Josè Atares. I due sono sospettati anche di aver piazzato l'autobomba che ad Agreda, il 16 luglio, ha provocato un ferito.

Il 7 agosto il giudice Baldazar Garzon ha rinviato a giudizio 16 membri dello Xaki l'apparato militare internazionale dell'ETA fra cui un ex deputato di Herry Batasuna, Josè Maria Olara e due membri della direzione dello stesso partito Jokin Gorostidi e Gorka Martinez. Il giudice ha poi emesso un mandato di cattura internazionale per il capo dielloXaki, Carlos Saez.

A questo punto bisogna annotare un'ulteriore impennata dell'azione dell'ETA. Ormai tutto e tutti possono essere considerati suoi bersagli e gli attentati non sono più rivolti solo contro esponenti del potere centrale quali politici, amministratori o rappresentanti delle forze dell'ordine.  Josè Maria Korta era infatti un noto nazionalista basco moderato (appoggiava infatti il PNV) ed un sostenitore della  cultura basca essendo il fondatore di una scuola basca. La sua eliminazione è da attribuirsi al fatto che, alcuni mesi fa l'associazione industriali di cui era capo, aveva emesso un documento di dura condanna nei confronti dei metodi dell'ETA. Inoltre Korta si era probabilmente rifiutato di pagare la "imposta rivoluzionaria" vera e propria tangente imposta dai terroristi agli industriali baschi per finanziare il gruppo terrorista.

E' doveroso comunque sottolineare la singolarità della morte dei quattro Euskera. I media hanno raccontato che quattro militanti, tra cui ben due capi, viaggiavano tranquillamente con una macchina imbottita di esplosivo che sarebbe servita per un attentato. Successivamente sarebbero stati tamponati da un'altra autovettura che avrebbe provocato l'esplosione e quindi la morte dei quattro. Tutto ciò appare francamente molto improbabile per diversi aspetti:

  1. difficile che un commando che prepara un attentato simile sia composto da ben quattro persone;
  2. singolare che di questo folto commando facessero parte anche due capi storici dell'organizzazione;
  3. decisamente improbabile che un'autobomba preparata dall'ETA ("maestri" nel settore) possa esplodere per un banale tamponamento;
  4. praticamente incredibile che le uniche vittime dello scoppio siano stati gli indipendentisti baschi e che, dell'auto tamponatrice che verosimilmente era vicinissima all'autobomba, nessuno sia rimasto ferito.

A seguito degli attentati degli ultimi giorni si sono svolte in tutta la Spagna ma anche nei Paesi Baschi, numerose manifestazioni a ricordo delle vittime dell'ETA; alcune di queste sono state motivo di scontro tra sostenitori dei terroristi e la folla. Il 9 agosto Herry Batasuna ha indetto una giornata di lotta in ricordo dei quattro Euskera morti a seguito dello scoppio dell'autobomba sulla quale stavano viaggiando e che avrebbero piazzato poco dopo. Il leader di H.B., Arnaldo Otegi è stato intanto incriminato dalla procura di Bilbao per "apologia del terrorismo" poiché aveva definito i quattro Euskera "compagni e patrioti". Sono stati incriminati anche i giovani che durante le manifestazioni in omaggio ai terroristi morti avevano minacciato di morte il presidente del Partito Popolare di Guipuzcoa.

Sempre l'11 agosto a Pamplona, circa 40.000 persone hanno sfilato per protestare contro gli attentati dell'ETA. Inoltre, in un comunicato fatto pervenire al quotidiano Euskaldunon Egunkarià, l'ETA si è attribuita la responsabilità di dodici attentati compiuti tra i mesi di maggio e luglio tra i quali quello del 29 giugno in cui venne assassinato Juan Maria Jauregui, ex prefetto socialista di Guipuzcoa, e quello del 15 luglio quando venne ucciso il consigliere comunale del partito Popolare di Malaga José Martin Carpena. Nessuna reazione da parte del governo Aznar ma il portavoce del Partito nazionalista Basco, Inako Anasagasti,, ha definito l'ETA "una aberrazione storica".

Il 19 agosto a Vitoria, sono stati arrestati tre presunti membri dell'ETA (Esther Llorens Perez, Zurine Lebrero Panizo, David Cuna Alonso) accusati di aver fornito assistenza al Commando Araba responsabile dell'attentato dinamitardo di Sallent de Gallego

Martedì 22 agosto la Ertzaintza (la polizia regionale del Paese Basco) ha arrestato sette guerriglieri dell'ETA in diverse località vicino a Bilbao e San Sebastian. Tutti e sette facevano parte del Commando Vizcaya il cui capo, Francisco Rementeria, era morto il 14 agosto nello scoppio dell'auto su cui viaggiava con tre compagni. Il gruppo di fuoco era il più importante dell'ETA e stava preparando alcuni azioni di grande potenza.

Nella serata di giovedì 24 agosto migliaia di persone hanno sfilato nelle strade di Bilbao contro la bandiera spagnola ed a favore dellaIkurrina, la bandiera nazionale basca. La manifestazione, promossa da Herry Batasuna, ha ottenuto che per la festa della città svoltasi il giorno dopo, non venisse issata sul municipio la bandiera spagnola.

Azaustre non era membro del partito di Aznar ed era entrato in consiglio Comunale solo per sostituire un collega che aveva abbandonato l'attività. Secondo i conoscenti il giovane intendeva abbandonare presto l'attività politica, nella quale tra l'altro non neppure molto assiduo, per dedicarsi alle sue attività private. NOn ritenendosi un bersagli dell'ETA aveva anche rinunciato alla scorta armata che gli era stata affidata. A questo Punto è d'obbligo una riflessione! Che vantaggio può trarre l'ETA da un'azione come questa? Praticamente nessuno in quanto, colpendo un personaggio così ignoto e politicamente irrilevante, il delitto non assume nessuna valenza politica. Nel quadro della strategia della tensione, inoltre, non serve neanche per "alzare il tiro" in quanto, vista la mole degli attentati messi a segno, per farlo bisognerebbe fare un'azione molto molto spettacolare. Un'azione del genere può solo servire per indignare ulteriormente la popolazione, dare un'ulteriore paravento al governo spagnolo per perseverare nella sua ottusa politica e danneggiare l'immagine del PNV.E' sempre più lampante quindi quanto questa campagna di attentati serva solo all' ETA (per accreditarsi presso l'ala radicale basca come un'unica forza che difende l'Euskadi, scavalcando il PNV) ed al Governo spagnolo per poter continuare a mantenere il suo giogo sull'Euskadi ed, al tempo stesso, spezzare il fronte indipendentista isolando il PNV.

Come già ipotizzato in precedenza, il 12 settembre, è avvenuta la rottura del Patto di Lizarra che permetteva al blocco indipendentista, formato da PNV, Eusko Alkartasuna (Ea), Izquierda Unida (Iu) ed Euskal Herritarrok, di governare il paese basco "spagnolo". La rottura del patto da parte di Eh ha avviato la crisi nel parlamento basco dove ora gli indipendentisti sono in minoranza.

Mercoledì 13 settembre, settembre in una vasta operazione, la polizia spagnola ha arrestato 20 esponenti politici del movimento basco che si crede siano legati all'ETA.

Venerdì 15 settembre, è stato arrestato in Francia Ignacio Gracia Arregui considerato da molti il capo dell'ala militare dell'ETA. Con lui è stata fermata la compagna Fabianne Tapia.

Martedì 17 ottobre la polizia ha fermato anche il secondo assassino, Arriet Iragi Gurruchaga, trovato nel suo nascondiglio di Siviglia.

Martedì 7 novembre la polizia spagnola ha arrestato a Madrid nove presunti appartenenti e fiancheggiatori dell'ETA che si preparavano a compiere nuovi attentati. Probabilmente gli arrestati fanno parte del Comando Aragon presente nella capitale per fare da supporto ad altri gruppi di fuoco. Sono stati inoltre scoperti cinque covi dei separatisti baschi.

Finalmente dopo gli ultimi attentati due econsiglieri di Euskel Herritarrok si sono dimessi dal loro incarico come segno di protesta, contro l'ETA anche se il partito non ha emesso alcuna condanna ufficiale contro la banda terrorista.

Il 12 gennaio 2001 la polizia spagnola ha inferto un ulteriore duro colpo alle colonne armate sequestrando 40 chili di dinamite (proveniento dal furto di Plevin, detonatori e materiale per la fabbricazione di ordigni. Inoltre sono stati arrestati due membri della Colonna Barcellona, Josè Ignacio Cruchaga e Liarni Armendariz.
Inoltre ad Irun, nella parte meridionale del Paese Basco, è stato scoperto un covo dell'ETA utilizzato in passato per la detenzione di alcuni sequestrati.

Il 9 marzo 13 persone sono state arrestate a San Sebastian e Durango a seguito di altre manifestazioni di appoggio all'Haika

 

Per ulteriori notizie sull'ETA e sull'azione di Plevin che ha consegnato nelle mani dei terroristi l'esplosivo utilizzato per compiere molti dei recenti attentati potete vedere la pagina:

La dinamite di Plevin:
i gruppi armati indipendentisti riprendono la loro azione

Per chiunque volesse contribuire con notizie, informazioni, commenti può scrivere all'indirizzo di posta elettronica:
piccamiglio@tiscalinet.it

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