Accorso a
Lisbona nel 1580, un siciliano ambizioso
collauda nel Tago due ingegnose campane
subacquee. Deluso da Filippo II che gli
nega la patente d'oltremare, rinuncia
alle perle e ai coralli delle Indie e
accetta l'incarico di ripulire il porto
fluviale di Siviglia, intasato dai
detriti e dai relitti.
La storia di
mastro Giuseppe Bono da Palermo e delle
sue campane per palombari è stata
ricostruita da Alessandro Dell'Aira sul
numero di marzo-aprile 2000 della rivista
d'arte «Kalós», di Palermo; sul n. 22
(febbraio 2002) della rivista «HDA
News» della Historical Diving Society
italiana; su «LaSCUOLAdelPONTE» I
(2002), annuario del Liceo Scientifico e
Linguistico Leonardo da Vinci di Trento.
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