| CULTURA |
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| domenica 1 aprile 2001, S. Ugo |
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SCHIAVI, SOS TRENTINO
Da un gruppo di studenti e
prof un libro di denuncia
Scuola & progetti. Al «Martini» di
Mezzolombardo anche il patrocinio Unesco
di Sandra Mattei

I protagonisti dell'avventura letteraria che
andiamo a raccontare sono un ricercatore
norvegese, gli insegnanti e gli alunni di una
scuola trentina e l'Unesco. I tre soggetti che,
apparentemente, hanno in comune ben poco si sono
trovati coinvolti in un'attività lunga e
complessa che ha portato infine ad un prodotto di
un centinaio di pagine, di elegante fattura ma,
soprattutto, di solidi contenuti. Come si sarà
capito si tratta di un libro, intitolato «Gli
schiavi della Fredensborg - L'ultimo viaggio di
una nave negriera (1767-68)», edito dalla casa
editrice trentina Erickson, ideato dal norvegese
Leif Svalesen ed elaborato nella sua edizione
italiana dagli alunni di quattro classi seconde
dell'istituto Martino Martini di Mezzolombardo.
Il libro, che è una storia a fumetti (la grafica
ed il soggetto sono di altri due autori
norvegesi: Kin Wessel e Kurt Aust) è fresco di
stampa, in tremila copie, prezzo 29 mila lire e
sarà presentato alla prossima Fiera del Libro
per ragazzi di Bologna ed a quella del libro di
Torino. Il tutto con il sostegno dell'Unesco.
Un argomento, questo, che può sembrare lontano
dalla realtà attuale. Ma come ricorda il preside
dell'istituto Martini Alessandro Dell'Aira
nell'introduzione al libro «secondo i dati
forniti dall'Organizzazione Internazionale delle
migrazioni (Oim) e diffusi nel febbraio del 2001,
ci sono oggi nel mondo quattro milioni di vittime
della tratta di esseri umani, di cui l'ottava
parte - circa mezzo milione - nell'Europa
occidentale. Si tratta di movimenti di vendita
illecita di persone tra Paesi e continenti contro
un compenso finanziario. Questo traffico genera
ogni anno profitti che si possono stimare
compresi tra i sette e i tredici miliardi di
dollari».
Se dunque il fenomeno delle migrazioni, ma anche
quello più tragico della tratta forzata di
esseri umani (come quello delle donne dell'Est
costrette a prostituirsi ad Occidente) è tuttora
in corso, molto invece è stato scritto ed
approfondito a proposito della tratta degli
schiavi dall'Africa alle coste dell'America tra
fine '400 e '800. Ed ecco che attraverso il
progetto promosso dall'Unesco «The slave route»
per far luce su quel fenomeno terribile che in
quattro secoli si calcola abbia visto transitare
in catene dai dodici ai quindici milioni di
schiavi neri sulle navi europee e americane, si
dipana il filo rosso che collega il ricercatore
norvegese alla scuola superiore di Mezzolombardo.
«E' successo - come racconta il preside
Dell'Aira - di partecipare ad altri progetti
promossi dall'Unesco quando ero a capo
dell'istituto Magistrale di Trento e, di
conseguenza, arrivato al Martini, abbiamo aderito
a due ricerche indicate dall'organizzazione
internazionale: una sul patrimonio culturale
dell'ex Jugoslavia e quella appunto della tratta
degli schiavi. La storia a fumetti di una nave
negreria norvegese, la Fredensborg, naufragata a
poche miglia dalla costa nel viaggio di ritorno,
nel 1768, ci è sembrata la più interessante da
affrontare per i ragazzi della scuola che hanno
così appreso una ricostruzione molto dettagliata
e fedele di un episodio di quel fenomeno storico,
ed hanno inoltre impostato un progetto
interdisciplinare che ha spaziato dalla
traduzione dall'inglese all'elaborazione di un
prodotto grafico, con la programmazione di tempi
e risorse».
A lavorare al progetto ora materializzato sono
stati gli alunni di due seconde del liceo
scientifico, una di indirizzo tecnico commerciale
e una di indirizzo professionale, guidati dagli
insegnanti di inglese (Olivo Zeni e Francesca
Girelli) e da quelli di lettere (Elena Bertoli,
Sara Corradini, Livia De Ferrari e Marina
Pranzelores) insieme ai tecnici Giancarlo
Bonetti, Giuseppe Martinelli e Marcella Presti.
«Ai ragazzi - dice Dell'Aira - è stata fornita
all'inizio una fotocopia ciascuno di una pagina
del libro a fumetti per la traduzione, ma ognuno
aveva la possibilità di ricollegarsi alle altre
pagine per lavorare in continuità con la storia
grazie alla riproduzione del libro su computer.
Abbiamo fatto anche una visita a novembre
all'Accademia Navale di Livorno perché ci fosse
un'informazione del linguaggio tecnico nautico e
poi è iniziato tutto il lavoro vero e proprio,
che è stato realizzato con una vera procedura
editoriale, con tempi e modalità da rispettare.
Infine, con nostra grande gioia, abbiamo trovato
anche l'editore disposto a pubblicare il
prodotto. Un ringraziamento va in particolare
all'editor del Centro studi della Erickson,
Riccardo Mazzeo, che ci ha assistiti e seguiti
con pazienza». Ora il libro c'è ed è pronto ad
affrontare le prove impegnative come le vetrine
delle Fiere di Bologna (al via la settimana
prossima) e di Torino. Ma qual è la storia in
esso racchiusa? Il naufragio della Fredensborg è
raccontato attraverso la testimonianza di un
ragazzo, il marinaio semplice Erich Ancker,
sopravvissuto all'affondamento della nave. Nave
il cui relitto è stato riportato alla luce da
Leif Svalesen nel 1974, a pochi chilometri dalla
costa norvegese di Arendal. Svalesen, con il
fratello Tore, trovarono resti di cannoni e di
zanne d'elefante e grazie al loro ritrovamento
poterono ricostruire dettagliatamente la
disavventura della nave, con il suo carico di
marinai e schiavi, compreso un misterioso
amuleto.
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